Creme solari e acqua piscina

Alcune sostanze contenute nelle creme solari, interagendo con l’acqua chimicamente trattata delle piscine, potrebbero avere un impatto negativo sulla salute dei bagnanti. A ipotizzarlo, come riportato dalla rivista Aquatics, è l’Agenzia per la Protezione Ambiente degli Stati Uniti, che ha avviato uno studio volto a esaminare in che modo gli ingredienti contenuti nelle lozioni anti-uv reagiscono quando vengono esposti alle sostanze chimiche presenti nell’acqua delle piscine.
Ingrediente base delle protezioni solari più comuni, infatti, è il Ti02, cioè il biossido di titanio, un minerale naturale comunemente utilizzato come pigmento bianco, che per via del suo elevato indice di rifrazione è in grado di assorbire, riflettere e disperdere la luce solare, e di proteggere dai raggi Uva e Uvb. Tuttavia, quando entra in contatto sia con l’acqua, sia con le radiazioni uv, il Ti02 si decompone in altre molecole, alcune delle quali dannose per i tessuti umani.
L’obiettivo dello studio, quindi, è capire in che modo le sostanze chimiche disciolte nell’acqua delle piscine influiscano in questo processo. Per prevenire la decomposizione del Ti02, infatti, le aziende che producono protezioni solari lo proteggono con un rivestimento esterno, l’idrossido di alluminio, ma questo strato esterno è davvero resistente? “E soprattutto”, spiega il dottor William Boyes, tossicologo e collaboratore dello studio di Epa, intervistato da Aquatics, “dobbiamo capire se il Ti02, decomponendosi a contatto con tali costanze, possa acquisire un maggiore grado di tossicità”.
L’utilizzo delle creme solari, tuttavia, precisano gli esperti dell’agenzia americana, è comunque consigliato: “Nel caso vi sia un potenziale rischio per la salute, è probabile che il livello sia paragonabile a quello rappresentato dagli organismi acquatici presenti in un lago”.

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